ALBERI VOLANTI Gianluca Marziani (direttore Palazzo Collicola Arti Visive)

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"La decisione della radice (the trees are flyng)"

ALBERI VOLANTI Gianluca Marziani (direttore Palazzo Collicola Arti Visive)
 
 
L’albero disegna percorsi nel paesaggio, protegge e difende dagli eventi naturali, regala frutti che alimentano la vita, produce il legno con cui costruiamo strutture e oggetti della comunità civile… ogni albero è un figlio silente che l’umanità adotta senza oneri, conoscendone l’autonomia immobile, il suo anelito verso il cielo ma anche il radicamento accanito alla terra. Ogni albero è un ponte verticale tra suolo e soffitto naturale, un amico solido che registra il tempo della Storia sugli strati arcaici della sua corteccia rugosa.
La nostra Umbria è terra ricchissima di alberi, diffusi lungo la maggior parte del territorio regionale. Se qualcuno dovesse mai censire il numero complessivo di alberi su una zona delimitata, scoprirebbe che in Umbria la densità risulta tra le più alte d’Italia. Una presenza che tocca i borghi medievali e le piccole città, le colline morbide e le montagne impervie, incrociandosi con cascate e laghi, piane immense e spazi sorprendenti, fino ad entrare nei luoghi che non ti aspetteresti, diventando la superficie pittorica di un sito come HOTEL ARCA, l’albergo in cui ci troviamo proprio ora, mentre leggete questo testo che introduce ad un secondo viaggio che attraversa i vostri pensieri e vi condurrà oltre le colline, verso il cielo dei sogni privati, verso le camere in cui trascorrerete la vostra notte umbra.
Sulla facciata vi ha accolti la foglia d’ulivo, ripetuta da Tellas con ritmo sinuoso e mimetismo teatrale, così simile ad un edera che abbraccia l’edificio e si insinua tra le geometrie rigorose delle finestre. Una volta dentro, vi ha salutati il primo ulivo di OB QUEBERRY, sganciato dal suolo, in volo come un sogno ad occhi aperti, un invito ideale verso le camere che attendono l’ospite temporaneo (A proposito, avete mai pensato che ALBERO e ALBERGO sono parole quasi identiche?).  
Sono 19 le camere per altrettanti alberi dipinti dall’artista. OB ha scelto cinque tipologie, optando per le più diffuse nella Regione: ULIVO, LECCIO, ROVERELLA, ALBERO DI GIUDA, VITE. Ogni albero interpreta una fantasia visionaria dell’autore, imprimendosi sul muro bianco della singola stanza, aprendo una finestra poetica in cui tuffare lo sguardo nomade. L’albero diviene il lasciapassare per l’impossibile, un mezzo con cui viaggiare da fermi assieme al potere inventivo dei pensieri liberatori. Non vedrete mai dal vivo alberi che volano come fossero meduse di legno o piovre dai rami frondosi: perché solo l’arte visiva rende plausibile ciò che nella realtà non esiste, solo l’artista mette le ali al legno e rende il tronco una piuma saettante. OB QUEBERRY apre le tende del sogno e ci invita al viaggio degli alberi vagabondi, a salire sul loro tronco per volare in alto, in alto, sempre più in alto…
Quando poi la mente vi riporterà coi piedi al suolo, vi accorgerete di non essere soli: perché l’artista ha disseminato in ogni stanza un piccolo ANIMALE, dipinto in un punto nascosto, dove l’occhio non cade in modo immediato. Divertitevi a scoprire dove si trova quel piccolo amico, nel frattempo seguite la scia degli alberi, la loro danza matissiana, il rumore scivoloso dei loro rami nel vento… se uscite dalla camera e scendete fino al ristorante, vedrete l’ultima sorpresa dell’artista: si tratta di un MELO, l’albero che regala il primo frutto dell’umanità, il frutto delle origini simboliche, del peccato originale, di Platone col suo Simposio, di Isacco Newton con la sua legge di gravità, di un’azienda – Apple – che sta trasformando il mondo… oggi quel melo si trasforma nel passaporto del vostro viaggio in Umbria, del vostro sogno ad occhi aperti, della vostra temporanea presenza in un albergo davvero speciale.